2 settori da evitare nel 2021

Il 2021 sarà l’anno del “back to business”, con una generale ripresa dell’economia, atteso che tra il secondo e il terzo trimestre 2021 una buona parte della popolazione nei Paesi sviluppati sarà vaccinata. Alla luce di questo, secondo le proiezioni dell’agenzia di rating Moody’s, il PIL mondiale, dopo una contrazione del 3,8% nel 2020, rimbalzerà del 4,9% nel 2021.

Settori che potrebbero ancora soffrire

Ci saranno tuttavia dei settori che potrebbero ancora soffrire, nonostante il miglioramento delle condizioni generali di mercato.

Il settore delle banche

Attualmente oltre ¾ delle banche con rating pubblico ha outlook negativo (contro appena il 14% del 2019). In caso di downgrade delle agenzie, questo si tradurrebbe in un aumento dei costi di finanziamento e di un’ulteriore riduzione dei margini, già depressi negli anni in giro per il mondo per via dei tassi in progressivo decremento (come evidente dal grafico che segue).

 009 Moodys net interest margin

Non solo: a seguito dei tassi di riferimento che rimarranno bassi per tutto il 2021 e 2022, le banche saranno di fatto forzate a prendere maggiori rischi per migliorare la propria profittabilità nell’immediato. Questo si tradurrà in un possibile aumento futuro delle sofferenze sui bilanci e delle perdite su crediti.

Per non parlare di eventuali rischi di terze ondate di contagi all’inizio del 2021, che potrebbero impattare la qualità dei crediti delle banche, che in assenza di nuove moratorie sui mutui da parte degli Stati, potrebbero essere costrette a fare impairment di molti prestiti e mutui, mettendo dunque a rischio la distribuzione dei dividendi.

Infine, da non sottovalutare il rischio che si paleserà a fine anno sulla riforma dei tassi basse (Libor-Euribor): infatti, dopo gli scandali che hanno coinvolto numerose banche colluse, i sistemi finanziari di diversi Paesi hanno concordato il passaggio dall’IBOR (Interbank Offered Rates) agli Alternative Reference Rates (ARR), su cui si baseranno i nuovi scambi di liquidità e i contratti di finanziamento del sistema bancario. Tuttavia, pochissime banche si sono mosse per modificare i loro contratti e questo potrebbe portare a uno stallo e un blocco operativo verso la fine dell’anno.

Il settore delle telecomunicazioni

Il settore delle telecom è stato uno dei meno impattati dalla pandemia, data la sua stabilità (con ricavi fatti prevalentemente di abbonamenti) e grazie all’aumento delle connessioni da casa. D’altro canto, giova ricordare che questo settore è sottoposto a una strutturale pressione sui margini data dalla forte concorrenza nel mercato (soprattutto in Europa) che di fatto rende l’aumento dei ricavi molto difficile, mentre i costi e gli investimenti risultano in aumento anno dopo anno, a seguito delle migliorie necessarie per passare a connessioni sempre più veloci e performanti. Non a caso, oggi tutti noi paghiamo praticamente la stessa cifra (se non addirittura meno) di quanto pagavamo 10 anni fa, per avere connessioni molto più rapide, molti più sms e minuti di chiamate illimitati!

Alla luce di quanto sopra, per il 2021 i ricavi delle telecom europee sono previsti in aumento soltanto dello 0,5% mediamente, fattorizzando la moderata ripresa della clientela business.

A fare da contraltare a questo modestissimo incremento ci saranno una serie molto rilevante di costi, tra tutte le spese per realizzare il network del 5G, le aste per aggiudicarsi le nuove frequenze, le spese per sviluppare la rete in fibra ottica… Insomma tutto porterà alla riduzione dei flussi di cassa e a un aumento medio dell’indebitamento, che in definitiva potrebbe mettere pressione all’eventuale distribuzione di dividendi.

Per qualsiasi domanda non esitare a contattarmi o a lasciare un commento!

Francesco di Renegade Insider Finanza