Come capire che è arrivato il momento di vendere? (pt.1)

To sell or not to sell? Questo è il problema.

Al di là del fatto che il mercato sia “bearish” o “bullish”, se avete un approccio buy-and-hold, i cicli macroeconomici o i saliscendi del mercato non devono spaventarvi e portarvi a vendere.

L’unica cosa importante è la bontà della società su cui avete investito. Se credete ancora nella vostra società, se i risultati finanziari ed il flusso di cassa generato continuano ad essere soddisfacenti, se il profilo di business continua ad essere stabile o si rafforza, non c’è motivo per cui dobbiate vendere.

Per sapere quando vendere è importante porsi queste domande:

La mia società è diventata sopravvalutata rispetto ai suoi concorrenti quotati?

Se sì, esiste una motivazione fondata dietro tutto ciò?

In questo caso, diventa fondamentale guardare in particolare agli indicatori di mercato: l’Enterprise Value/Ebitda della società e compararlo con altre società paragonabili del settore. Se appunto la vostra società risulta avere questo rapporto molto elevato rispetto alla media del settore e non riuscite a darvene una spiegazione né di business (ad esempio, leadership nel mercato, brand più forte, regolamentazione locale migliore,…) o finanziaria (crescita dei ricavi e dei margini superiore, vendita di asset per ridurre il debito, annuncio di incremento della distribuzione dei dividendi, …), allora potrebbe essere arrivato il momento di vendere.

La mia società continua ad avere lo stesso profilo di business di quando ho investito?

Molto spesso il prezzo dell’azione riflette i risultati finanziari attuali e futuri, senza troppo riflettere il rischio di business, ovvero il modo in cui la vostra società fa soldi. Se nutrite dei dubbi sul futuro del vostro modello di business, allora potrebbe essere il caso di vendere. In particolare se doveste rispondere  positivamente ad una o più delle seguenti domande, potreste iniziare a farvi qualche domanda su un potenziale disinvestimento:

  • Il settore sarà in declino a causa dell’arrivo di una nuova tecnologia o di un nuovo modo di fare business?
    Pensate a Seat Pagine Gialle e a molti editori che hanno visto il loro business letteralmente implodere in pochi anni a causa dell’avvento di internet e dell’utilizzo di supporti informatici non basati sulla carta.
  • La situazione concorrenziale è peggiorata?
    Pensate all’entrata di un grande concorrente (o di un azionista ricco) con tanti soldi da investire nel mercato in cui opera la vostra piccola società che ha oltretutto meno possibilità di realizzare economie di scala.
  • E’ peggiorato in maniera sostanziale il contesto regolatorio in cui opera la società?
    Pensate alle società attive nel fotovoltaico in particolare in Italia e Spagna, che diversi anni fa hanno visto azzerarsi in pochi anni gli incentivi statali, di fatto vedendo il proprio business comprimersi.
  • La vostra società è esposta lato costi o lato ricavi principalmente alla vendita/acquisto di un unico prodotto/materia prima, il cui andamento del prezzo potrebbe peggiorare nei prossimi mesi?
    In questo caso, l’esempio più eclatante è rappresentato dai produttori di petrolio, che beneficiano tanto più il prezzo della materia prima sale o, al contrario, i raffinatori dello stesso, che beneficiano tanto più il prezzo della materia prima scende e permette di applicare maggiori margini al cliente finale. Farsi una view, positiva o negativa, sull’andamento del petrolio vi aiuterà a capire se vendere o mantenere in portafoglio un determinato investimento.

Per conoscere gli altri elementi utili a capire quando disinvestire, guarda il prossimo articolo.

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Francesco di Renegade Insider Finanza