I derivati: tutto quello che un investitore dovrebbe sapere

Il termine derivato si genera in funzione del fatto che il valore dello strumento deriva dall’andamento del valore di una certa attività, ovvero dal verificarsi in futuro di un evento osservabile oggettivamente. L’attività o l’evento che potrebbe verificarsi nel futuro viene definito sottostante del prodotto derivato.

Questi prodotti possono essere utilizzati tendenzialmente per tre differenti finalità:

  1. Finalità di copertura (o hedging): con la sottoscrizione del derivato si riduce il rischio finanziario del portafoglio. Solitamente l’investitore utilizza questa finalità del derivato per coprirsi dal rischio valuta; così facendo non subisce un eventuale deprezzamento del valore del suo portafoglio se dovesse perdere in conto valuta (ovvero con il cambio fra le monete).
  2. Finalità speculativa: con la sottoscrizione del derivato si assume una posizione di rischio al fine di conseguire un profitto. Il problema di questa procedura risiede nel fatto che i derivati sono particolarmente complessi, per questo è caldamente sconsigliato utilizzare i derivati con una struttura speculativa, poiché il rischio di perdita del denaro è particolarmente alto.
  3. Finalità di arbitraggio: con la sottoscrizione del derivato si consegue un profitto privo di rischio facendo delle transazioni combinate sul derivato e sul sottostante, tali da cogliere eventuali differenze di valorizzazione. Nel mondo reale fare arbitraggi è molto difficile in quanto è complesso individuarli e, nel caso in cui si riuscisse, i margini si dimostrerebbero particolarmente bassi. Chi fa arbitraggi spesso muove grandi quantità di denaro per avere, in valore assoluto, un ritorno accettabile. Per un risparmiatore è quindi impensabile riuscire ad avere un ritorno soddisfacente facendo solo arbitraggi.

Il problema più complesso collegato ai derivati è la determinazione del loro valore e quindi la stima del loro prezzo.

Cerchiamo ora di farci un'idea pratica e concreta di cosa sia un derivato.

Le principali categorie di prodotti derivati sono tre:

Contratto a termine

Consiste in un accordo tra due soggetti per la consegna di una certa quantità di un certo sottostante ad un prezzo ed una data prefissati. La variazione del valore del sottostante determina il profilo di rischio-rendimento del contratto.

Il rischio per il venditore è rappresentato dall’apprezzamento del bene. Egli vende il diritto a comprare una certa cosa ad un determinato prezzo: se il prezzo del sottostante aumenta nel tempo e l’acquirente decide di esercitare il diritto, il venditore incorre in una perdita.

Il rischio per l’acquirente è rappresentato invece dal deprezzamento del bene. Egli al momento della sottoscrizione del derivato paga un prezzo (premio): se il prezzo del sottostante diminuisce nel tempo, egli andrà a pagare un prezzo superiore rispetto a quello reale del sottostante.

Le principali tipologie di contratti a termine sono i forward e i futures.

Swap

Consiste in un accordo tra due soggetti per uno scambio di flussi di pagamenti a date stabilite. I pagamenti possono essere espressi nella stessa valuta o in valute differenti e il loro ammontare è determinato in relazione ad un sottostante. Sono contratti che non sono negoziati sui mercati regolamentati.

Una delle categorie più conosciute sono i cosiddetti credit default swap. I CDS sono contratti in cui un soggetto (protection buyer) si protegge dal rischio di credito associato ad un determinato sottostante che può essere riconducibile ad un certo titolo, ad un emittente o ad un intero portafoglio di strumenti finanziari. La funzione del credit default swap è di copertura dei rischi associati ad una determinata attività.

Opzioni

Consiste in un contratto che attribuisce il diritto ma non l’obbligo, di comprare (opzione call) o vendere (opzione put), una data quantità di un bene (sottostante) ad un prezzo prefissato (strike price) ad una certa scadenza. Il sottostante che viene scambiato può essere un’attività finanziaria (azioni, obbligazioni, valute…), una merce (oro, argento, petrolio...) o un evento.
Quando il compratore esercita il diritto, a seconda dell’opzione acquistata, il ricavo sarà la differenza tra il prezzo corrente del sottostante e il prezzo di esercizio (nel caso di una call) oppure la differenza tra il prezzo di esercizio e il prezzo corrente (nel caso di una put).
Strumenti simili alle opzioni sono i covered warrant. I CW sono titoli e non contratti, che incorporano un’opzione.

In conclusione possiamo affermare che i prodotti derivati sono poco utilizzati come strategia di investimento ed è sano che continui questa tendenza in quanto i derivati sono prodotti complessi che devono essere utilizzati principalmente per una funzione di copertura.

Molti investitori, spesso, utilizzano i derivati con finalità speculative, ma è complesso riuscire a guadagnare in questo modo poiché è difficile fare una stima ragionevole del loro valore effettivo e del loro rischio-rendimento.

Per dubbi e domande sui derivati non esitare a scrivermi o a lasciare un commento!

Davide Berti, consulente finanziario