I pilastri dell'investimento finanziario: il rischio finanziario

Il profilo di rischio è il quantitativo di oscillazione che il portafoglio di un investitore potrebbe avere nel tempo ed è diverso da persona a persona.

Se un investitore ha un profilo di rischio basso potrebbe essere perché ha un orizzonte temporale breve o perchè non è in grado di “reggere emotivamente” le oscillazioni del proprio portafoglio.

Si può dire che l’emotività giochi un ruolo fondamentale per individuare il proprio profilo di rischio. Nei momenti in cui i mercati sono positivi, ossia salgono, le persone vogliono avere un profilo molto rischioso, vogliono quindi costruire un portafoglio prevalentemente azionario. Nei momenti in cui i mercati sono negativi, ossia scendono, gli investitori tendono ad avere un profilo di rischio più contenuto.

Il ragionamento che si dovrebbe fare sul profilo di rischio non è in funzione dell’andamento del mercato in quel determinato momento e periodo ma in relazione alla persona. Il profilo di rischio deve rimanere costante indipendentemente dall’andamento del mercato.

Come individuare il proprio profilo di rischio

Ma come si può individuare il rischio in autonomia e la propria soglia di tolleranza emotiva?

È difficile prevedere a priori il proprio profilo di rischio. Se un investitore immagina di avere un certo profilo di rischio conviene che questo venga approssimato per difetto e non per eccesso. È inutile che l’investitore si esponga ad un rischio maggiore che potrebbe generare problemi emotivi forti e creare danni al patrimonio, per provare ad ottenere un minimo rendimento aggiuntivo.

Generalmente il profilo di rischio rimane costante nel tempo, ma vi possono essere alcune casistiche particolari per le quali il profilo potrebbe cambiare. Il profilo di rischio potrebbe venir modificato nel caso in cui cambiassero le prospettive di vita dell’investitore o nel caso in cui si verificassero particolari situazioni (es. nascita di un figlio, incidente, conquista/perdita del lavoro...).

Si può quindi dire che il profilo di rischio può cambiare durante il corso della vita e questo varia non in funzione dei cambiamenti che avvengono nel mercato finanziario ma in funzione delle condizioni e situazioni di vita del soggetto investitore.

Il profilo di rischio può cambiare in base alla quota o al budget dell’investitore?

No, il profilo di rischio non dipende dalla quota. Spesso accade che le persone che hanno meno soldi tendono a rischiare di più perché puntano ad avere una redditività più alta. Questi soggetti sono più orientati alla scommessa rispetto ad altri ma probabilmente sono più le volte in cui si perde denaro, piuttosto che quelle in cui si guadagnano.

Ma come si può definire il rischio nello specifico?

Il rischio finanziario è composto da diverse sottocategorie di rischio: specifico, sistematico, del gestore, del market timing, di liquidità e valutario. Il rischio finanziario può quindi essere paragonato ad una torta e le sottocategorie alle fette che la compongono.

Le diverse sottocategorie di rischio possono essere gestite in maniera tale da creare un portafoglio robusto che dia buoni risultati nel lungo termine. Per creare un portafoglio di qualità, efficiente, efficace e capace a generare e garantire buone performance, è necessario andare ad analizzare e gestire in maniera oculata i diversi rischi.

Le categorie di rischio

Rischio specifico

Rischio collegato al fatto che uno strumento finanziario possa perdere il suo valore, fino ad arrivare al fallimento. Il rischio specifico si ha quando l’investitore detiene una singola azione, una singola obbligazione o una singola società nel proprio portafoglio. Le conseguenze di un elevato rischio specifico si riscontrano nella perdita parziale o totale del capitale in caso la società detenuta in portafoglio dovesse fallire. Questo rischio può essere annullato con una corretta diversificazione. Viene spesso definito come un rischio di concentrazione.

Per approfondire leggi il mio articolo relativo a questo argomento intitolato: “Rischio specifico, come eliminarlo”.

Rischio sistematico

Rischio che il portafoglio oscilli nel tempo in funzione dell’andamento del mercato. A differenza del rischio specifico, per avere la perdita totale del patrimonio investito dovrebbe verificarsi il fallimento dell’intero mercato. È impossibile creare un portafoglio senza rischio sistematico al suo interno. Tuttavia è necessario essere consci che le oscillazioni negative sono solo temporanee.

Rischio del gestore

Rischio che il gestore del fondo possa commettere degli errori di valutazione degli strumenti finanziari e che possa peggiorare le eventuali performance dei titoli. È un rischio che si sostiene quando si comprano fondi a gestione attiva. Con i fondi a gestione passiva (es. ETF) l’investitore non incorre in questo rischio.

Rischio del market timing

Rischio nel quale si incorre quando si cerca di prevedere l’andamento dei mercati. È un rischio che molte volte viene assunto dagli investitori e tendenzialmente è quello che genera più danni al patrimonio. Spesso vi è la presunzione di essere in grado di prevedere l’andamento dei mercati finanziari quando invece è statisticamente rilevato che non è facile prevederne l’andamento, soprattutto nel breve termine. Questo è il rischio che si assume colui che tenta di speculare sui mercati finanziari. Può essere annullato con una logica buy and hold (comprare e mantenere la posizione a lungo termine).

Per approfondire leggi il mio articolo relativo a questo argomento intitolato: “Il rischio del market timing, quanto può essere dannoso per il tuo patrimonio”.

Rischio di liquidità

Rischio che non vi sia un compratore nel momento in cui l’investitore decida di rivendere gli strumenti finanziari.

Per approfondire leggi il mio articolo relativo a questo argomento intitolato: “Il rischio di liquidità e come eliminarlo”.

Rischio valutario

Quando un investitore compone il proprio portafoglio è conveniente che inserisca al suo interno non solo la moneta del Paese nativo ma anche altre monete, in modo tale da avere una diversificazione valutaria. Detenere diverse valute in portafoglio, in alcuni casi, potrebbe rivelarsi un problema: se la moneta si deprezza fortemente, l’investitore potrebbe guadagnare in conto capitale ma perdere sulla valuta. È un rischio che deve essere ponderato.

È essenziale valutare tutte le diverse tipologie di rischio che compongono il rischio finanziario per fare un investimento consapevole, cosciente ed oculato.

Per dubbi e ulteriori domande sul profilo di rischio e sul rischio finanziario non esitare a scrivermi o a lasciare un commento!

Davide Berti, consulente finanziario