Il rischio di liquidità e come limitarlo

Il rischio di liquidità è una delle componenti del rischio finanziario. È un rischio che spesso non viene preso in considerazione dagli investitori inesperti.

Per rischio di liquidità di uno strumento/prodotto finanziario si intende la difficoltà di venderlo in tempi ragionevolmente brevi e a condizioni di prezzo significative.

In sostanza un titolo che ha un alto rischio di liquidità è un titolo che in tempi brevi è improbabile possa essere venduto al suo “corretto prezzo di mercato”.

Nel mercato finanziario solo una parte di strumenti sono illiquidi. E per questo è importante avere le competenze per non rischiare di acquistare strumenti interessanti, ma illiquidi che potrebbero riservare brutte sorprese.

Esistono ad esempio molti ETF (strumenti finanziari interessantissimi poiché caratterizzati da bassi costi, ampia diversificazione e da performance ottime nel lungo termine) che però sono illiquidi e quindi potrebbero causare seri problemi all’investitore.

3 regole d'oro

Le massime per non incorrere in un ETF illiquido sono:

  1. Avere uno spread basso tra prezzo denaro e prezzo-lettera: la differenza tra chi offre il prezzo più alto e chi vende al prezzo più basso. Se è alta vuol dire che se un soggetto vuole vendere lo strumento finanziario in quel momento dovrà pagare questa differenza in quanto non basterà avere il prezzo di vendita del migliore venditore ma dovrà per forza adeguarsi a quello del migliore compratore che se è molto distante dal prezzo che vedi sul monitor, può generare un minor ricavo consistente;
  2. La massa gestita, la continuità degli scambi e i volumi degli stessi: l’ETF deve essere grande in termini di masse di denaro gestite. Se a venderlo e comprarlo ci fossero poche persone, o più precisamente, per la vendita o l’acquisto fosse impiegata una minima quantità di denaro, è evidente che diventerebbe un problema nel momento in cui io volessi venderlo dato che, probabilmente, non ci sarebbe chi lo comprerebbe oppure quel qualcuno ci sarebbe ma sarebbe disposto a pagare molto meno del prezzo adeguato (per questo motivo servono grandi volumi di negoziazione e gli stessi devono essere sempre presenti);
  3. La differenza tra la replica fisica o sintetica: ovvero se l’ETF compra effettivamente gli strumenti del benchmark di riferimento o se ha sottoscritto un contratto swap con una banca (il significato di questa frase ha contenuti più complessi di quanto scritto, ma non è importante per i concetti che voglio spiegare in questo articolo).

A seconda dei periodi storici la liquidità degli strumenti può cambiare e, di conseguenza, il rischio di liquidità non è annullabile.

Tuttavia è gestibile.

Per questo è necessaria la competenza nel selezionare gli strumenti giusti. Avere grandi rischi di liquidità può davvero essere doloroso per gli investimenti in portafoglio.

Il rischio di liquidità non esiste solo negli strumenti finanziari, esiste in tutti i mercati ma molto spesso l’investitore non lo considera.

Esempio

Prendiamo ad esempio il mercato immobiliare.

Cosa è il rischio di liquidità e come limitarlo

Dopo mesi di ricerche trovi una casa che ha le caratteristiche che volevi ed un prezzo che reputi adeguato alle caratteristiche offerte: 150.000,00€.

La compri convinto del fatto di non aver pagato un prezzo esagerato, considerato che l’analisi di mercato è stata fatta correttamente.

Poco dopo però ti sorge un problema improvviso: hai bisogno di liquidità e non sai come reperirla (poniamo ad esempio che in banca non ti vengano concessi prestiti).

A malincuore dovrai mettere la casa in vendita e, dato che il denaro ti occorre subito, la proporrai sul mercato proprio con il prezzo al quale l’hai acquistata (150.000,00€) considerato che sei conscio del fatto che quello sia il prezzo corretto da proporre ed il modo più equo per riuscire a venderla in fretta.

Pensi che riuscirai a venderla a 150.000,00€? Probabilmente no. Necessiti di quel denaro e quindi cosa puoi fare? Riduci il prezzo proposto.

145.000,00€. Niente. Nessuno la compra.

140.000,00€. Ottieni qualche visita di soggetti non realmente interessati.

130.000,00€. Trovi un acquirente. Dopo qualche settimana riesci a vendere la casa e incassi il denaro. Da questa operazione hai perso 20.000,00€. Perché questo è successo? Perché la tua casa in realtà non ha il valore di 150.000,00€? No. Assolutamente. Il prezzo è corretto. Il motivo è che il mercato immobiliare è illiquido perché infatti non rispetta buona parte delle condizioni presenti all’inizio dell’articolo:

  • ha un alto spread denaro-lettera: c’è sempre molta discrepanza tra il prezzo richiesto dal venditore e quello offerto dal compratore.
  • il volume e la continuità degli scambi è bassa: mentre un titolo può essere comprato e rivenduto diverse volte in una giornata, una casa può non essere comprata e rivenduta per anni.

Prima di comprare un qualunque titolo (così come qualunque immobile) fai questa analisi. Controlla la sua liquidabilità.

Perché il valore di qualcosa, non è altro che il prezzo che qualcun altro è disposto a pagare per averla.

Il prezzo lo decide sempre chi compra, non chi vende.

Se compri un bene (immobile o strumento finanziario che sia) in cui non hai compratori in caso di rivendita, il rischio di liquidità è evidentemente molto alto. Cerca di non trovarti mai in questa situazione.

Se vuoi saperne di più o controllare la qualità e la liquidabilità dei tuoi investimenti contattami. Ricorda che puoi anche fare una domanda nei commenti qui sotto!

Davide Berti, consulente finanziario