Interesse composto, la più forte arma per i tuoi investimenti

“Se guadagno in media il 5% all’anno lasciando il denaro investito, vuol dire che guadagnerò il 50% in 10 anni, giusto? Diciamo che se reinvesti i rendimenti (o semplicemente non disinvesti) il tuo rendimento sarà molto di più”.

Tutti hanno in mente il “concetto di interesse” .

Tra tutte le definizioni relative al “concetto di interesse”  una semplice e lampante è sicuramente quella data  da Brett Scott in La guida eretica alla finanza globale (pag. 47, 2018, Altraeconomia, trad. Rodolfo Maggio,) in cui Scott spiega l’interesse come “il prezzo del noleggio del denaro”.

Tuttavia, se scendiamo più nel particolare, troviamo due tipologie di interessi:

  • Interesse semplice
  • Interesse composto

 

Interesse semplice

Nell’interesse semplice (che è quello che ricevi ad esempio quando hai un’obbligazione o un titolo di Stato che stacca una cedola) tu ricevi un certo interesse, poniamo ad esempio il 5% e continui  a mantenere  il capitale investito. Pagherai dunque le tasse su quella cedola che è un provento finanziario, 26% o 12,5%, a seconda che sia rispettivamente un’obbligazione non governativa oppure un titolo di Stato e avrai quella liquidità sul conto.

Succede spesso che chi riceve le  cedole non ne ha effettivamente bisogno: vuole percepirle  solo per vedere fisicamente il denaro accumulato sul conto,  mentre i propri investimenti continuano a rendere.

Facciamo un esempio su 100 euro che rendono una cedola del 5% all’anno:

100 euro che rendono una cedola del 5percento all’anno

In 20 anni una cedola del 5% produrrà un raddoppio del capitale al lordo degli oneri finanziari (5% ogni anno x 20 anni = 100% di cedole ricevute). Con l’esempio di un’obbligazione non governativa  e pagando le tasse , rimarrà all’investitore un guadagno pari al 74% netto (100% di guadagno – 26% di tasse).

 

Interesse composto

Nell’interesse composto invece non ricevi la cedola ma la reinvesti direttamente.

Puoi farlo manualmente, reinvestendo i proventi che hai ottenuto, oppure puoi comprare un’azione/ETF/fondo comune che non stacchino i dividendi. Prendiamo ad esempio un’azione che in media, negli ultimi 20 anni, sia cresciuta del 5% e quindi abbia avuto un rendimento pari a quello dell’obbligazione. L’unica differenza è il reinvestimento delle cedole.

Arrivato a questo punto potresti pensare: “ok, se reinvesto il 5% in più e guadagno il 5% anche sulla  quota reinvestita, poiché minima, non vedrò una grossa differenza”

In sostanza, in riferimento ai numeri di cui al punto 1) succederà che nel secondo anno, ad esempio, non guadagnerò interessi solo sul nominale che è 100 ma su 105 ottenendo così al terzo anno un risultato pari a 110,25 (esattamente pari a 0,25 in più d quello che otterrei con l’interesse semplice).  Al terzo anno poi riceverò interessi su 110,25 e così via.

Evito di scrivere qui formule sul calcolo dell’interesse composto, ma vi allego il link di un sito in cui si può facilmente calcolare:

http://www.moneychimp.com/international/it/calculator/compound_interest_calculator.htm

Esempio

Continuiamo con il nostro esempio e questo utile strumento:

Prendendo i numeri relativi al nostro esempio

Come si evince dalla tabella il risultato è notevolmente più alto: il 165,33% al lordo degli oneri finanziari. Sottraendo le tasse che sono pari al 26% dei guadagni (ovvero 165,33) otteniamo un guadagno netto pari a 122,34%.

Confrontato con il 74% ottenuto dall’interesse semplice è una bella differenza. Infatti se non hai bisogno di denaro, non ha senso percepire cedole al fine di lasciarle sul conto corrente.

Dare la possibilità all’interesse composto di lavorare è la chiave per ottenere ottimi risultati nel lungo termine.

Più aumenti l’arco temporale più la differenza aumenta. Esponenzialmente.

Immagina un giovane che inizia ad investire quel che può guadagnare in più durante tutta la sua vita, avendo semplicemente un approccio più razionale e consapevole della tipologia di strumenti finanziari di cui necessita. Un ragazzo/a neolaureato/a  di 24 anni che avrà davanti circa 50 anni di investimenti. Facendo un semplice piano di accumulo e capitalizzando sempre al 5% (risultato ottenibile facendo piano di accumulo su etf o fondi comuni a basso costo) e accantonando solo 200 euro al mese:

Accantonando solo 200 euro al mese

Avrà ben 530.000,00€ di risultato lordo.

Ma quanto ha versato lui in totale? 2400€ all’anno x 50 anni =120.000,00€ di versamenti.

Gli altri 410.000,00€ sono di interessi. Accantonare 200 euro al mese è fattibile.

Sono cifre che a molti possono cambiare la vita.

Basta solo investire in strumenti efficienti e di qualità, gestire bene i costi. Essere costanti e rimanere fedeli al piano di investimento.

Da dire sembra facile ma in pratica… è facile. Basta trovare la persona giusta con cui affrontare questo percorso.

Se vuoi approfondire l’argomento trattato contattami o lascia un commento qui sotto. Sarò lieto di affrontarlo con te in modo più dettagliato.

Davide Berti, consulente finanziario