Trump annuncia un cessate il fuoco sull'energia che Mosca non conferma. Il gasolio europeo scende dell'8% sull'accordo con Putin, ma i volumi in gioco sono piccoli.
Trump annuncia la tregua energetica: Mosca non conferma
Domenica Donald Trump ha annunciato su Truth un «cessate il fuoco sull'energia» fra Russia e Ucraina, «in vigore immediatamente», sostenendo che entrambe le parti hanno accettato. Da Mosca, però, non è arrivata alcuna conferma e gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine sono proseguiti. Volodymyr Zelensky ha dichiarato ad Axios di aver sentito parlare dell'iniziativa per la prima volta e che Kiev aderirà se lo farà anche la Russia. L'annuncio è stato accolto con molto scetticismo, come sottolinea Il Post.
I mercati guardano soprattutto a un'altra notizia del fine settimana: l'accordo sul diesel russo. Venerdì sera Trump aveva annunciato un'intesa con Putin per la fornitura di oltre 300.000 tonnellate di gasolio nell'immediato, seguite da 500.000 a novembre e da un altro milione nei mesi successivi. Il totale indicato da Trump è di 4,8 milioni di tonnellate. Il Tesoro americano ha autorizzato la vendita e l'importazione di diesel russo fino al 7 aprile 2027, attraverso la licenza generale 135 dell'OFAC. Stamattina i future europei sul gasolio perdono circa l'8%, mentre il Brent scende dell'1,08% a 103,56 dollari al barile.
La reazione del gasolio è particolarmente forte rispetto ai volumi annunciati. Secondo una stima del Messaggero, le forniture aggiuntive previste per ottobre equivalgono a circa 72.000 barili al giorno, una quantità limitata rispetto alla domanda mondiale. Kpler stima che la Russia abbia esportato 28,6 milioni di tonnellate di gasolio nel corso dello scorso anno: i 4,8 milioni annunciati rappresenterebbero circa un sesto di quel volume, distribuito però su più mesi. Il ribasso sembra quindi riflettere soprattutto l'aspettativa di un allentamento delle tensioni sulle forniture. Se l'accordo non si traducesse in consegne effettive, una parte di questa spinta al ribasso potrebbe venir meno.
Per l'Italia, inoltre, il beneficio non è affatto scontato. Le sanzioni dell'Unione Europea sul gasolio russo restano in vigore, perciò le nuove forniture autorizzate dagli Stati Uniti non possono tradursi automaticamente in più prodotto sul mercato europeo. Anche il prezzo del petrolio continua a risentire delle tensioni in Medio Oriente: il Brent resta sopra i 100 dollari al barile e gli sviluppi militari nella regione alimentano l'incertezza. Secondo Milano Finanza, Trump ha anche dichiarato che Washington sta valutando un coinvolgimento negli attacchi sauditi contro gli Houthi.
Dietro la questione delle forniture c'è anche la pressione esercitata su Kiev. Secondo il Financial Times, gli Stati Uniti avrebbero minacciato di sospendere la condivisione di informazioni di intelligence e le forniture di armi per convincere l'Ucraina a fermare gli attacchi alle raffinerie russe. Questi attacchi avrebbero contribuito a ridurre le esportazioni di gasolio di Mosca. La disponibilità di carburante dipende quindi anche dall'evoluzione del conflitto e dalla possibilità che gli accordi politici si traducano in un cambiamento concreto dei flussi commerciali.
Per le famiglie italiane, il dato da seguire sarà l'andamento dei prezzi alla pompa nelle prossime settimane. Le quotazioni possono reagire rapidamente agli annunci, ma perché il ribasso duri occorre che le forniture riprendano davvero. Del resto, non è la prima volta che viene annunciata una tregua di questo tipo: il 14 settembre Trump aveva già parlato di un accordo analogo, senza che ne seguissero risultati concreti.
Come Ufficio Studi, seguiremo con attenzione l'evoluzione della situazione, consapevoli che le tensioni geopolitiche ed energetiche difficilmente si risolveranno con un singolo accordo. Le conseguenze possono andare ben oltre il prezzo dei carburanti e riflettersi sui mercati finanziari, soprattutto nei settori più esposti al costo dell'energia, come trasporti, industria e compagnie aeree. Sarà importante capire se le attuali distensioni porteranno a un calo duraturo dei prezzi oppure se l'incertezza continuerà a pesare sui costi delle imprese e sulle aspettative degli investitori.
Fonte: Il Post, Milano Finanza, Il Messaggero, CNBC, OFAC.
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