MPS, l'assemblea boccia il piano Lovaglio e decadono le offerte su BPM e Generali

I soci di Monte dei Paschi respingono le due offerte di scambio e la fusione con Mediobanca. Cosa è stato votato, con quali percentuali, e come si arriva ora all'offerta di Intesa.

MPS boccia il piano di Lovaglio: ora resta in campo l'offerta di Intesa

Gli azionisti di Monte dei Paschi hanno respinto il piano con cui l'amministratore delegato Luigi Lovaglio cercava di contrastare l'offerta di Intesa Sanpaolo. L'assemblea straordinaria ha bocciato tutte le principali proposte: le due offerte di scambio su Banco BPM e Banca Generali hanno raccolto rispettivamente il 91,1% e il 90,9% di voti contrari, mentre la riduzione di capitale necessaria a finanziare un dividendo straordinario da 4 miliardi è stata respinta con il 90,7%.

Non è passata neppure la fusione con Mediobanca, controllata da MPS: i favorevoli si sono fermati al 32,9%, contro il 63,6% di contrari. Per approvarla servivano i due terzi dei voti. È un risultato significativo anche perché i principali consulenti di voto degli investitori istituzionali, ISS e Glass Lewis, avevano raccomandato di votare a favore.

Il risultato era in parte atteso. Delfin, primo azionista di MPS con il 17,5% e holding della famiglia Del Vecchio, si era schierata con Intesa. Anche la holding di Caltagirone aveva annunciato il voto contrario alle proposte. Con il piano di Lovaglio fuori gioco, l'offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo resta quindi l'unica operazione in campo.

L'offerta di Intesa era stata migliorata a inizio ottobre con un aumento di 25 centesimi per azione della componente in contanti. La modifica, che vale circa 800 milioni di euro in più per gli azionisti MPS, era subordinata proprio alla bocciatura delle due offerte alternative. La condizione si è verificata con il voto dell'assemblea.

Ora si attende il prospetto dell'offerta, il cui via libera da parte della Consob è previsto tra il 9 e il 10 novembre. Dopo la pubblicazione, MPS avrà cinque giorni per esprimersi sul documento e Intesa potrà avviare il periodo di adesione nei successivi cinque-dieci giorni. Restano comunque da ottenere le autorizzazioni dell'Antitrust e da verificare le condizioni definitive dell'operazione.

Per gli azionisti MPS, il punto centrale sarà valutare la convenienza del corrispettivo, composto da una parte in contanti e una parte in azioni Intesa. Quest'ultima componente varia con il prezzo di Borsa di Intesa Sanpaolo: per questo il valore effettivo dell'offerta e il premio rispetto alle quotazioni di MPS cambiano nel tempo. Sarà il prospetto a chiarire i parametri definitivi e a consentire un confronto preciso con i prezzi di mercato.

Come Ufficio Studi, seguiremo soprattutto l'evoluzione dell'offerta e le condizioni economiche che saranno indicate nel prospetto. Per gli azionisti, la decisione non riguarda soltanto l'adesione a un'operazione straordinaria: significa anche scegliere se incassare una parte del valore in contanti e diventare, per la quota restante, azionisti di Intesa Sanpaolo.

Fonte: ANSA, Teleborsa, Milano Finanza, Reuters, SoldiOnline.

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Davide Berti, consulente finanziario

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In un mondo basato sulle dinamiche economiche, dove troppo spesso le conoscenze finanziarie sono limitate o assenti, verificare la professionalità di un consulente è necessario quanto difficile. Per questo affianco al mio lavoro questo progetto di consapevolizzazione.

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