Alphabet delude Wall Street: ricavi in crescita, cassa sotto pressione

Ricavi a 127,6 miliardi, Cloud a 30,7 miliardi e cassa a -9,1 miliardi. Il titolo cede il 10% dopo la chiusura, mentre Microsoft sale.

Alphabet cede il 10%: Cloud raddoppia, ma la cassa è negativa

Alphabet ha chiuso il terzo trimestre con ricavi in crescita del 25%, ma i risultati sono rimasti sotto le attese del mercato. Dopo la pubblicazione dei conti, il titolo è arrivato a perdere circa il 10% nelle contrattazioni after-hours. A pesare sono soprattutto la debolezza della pubblicità e gli investimenti sempre più elevati nell’intelligenza artificiale.

I principali risultati del trimestre:

  • Ricavi: 127,6 miliardi di dollari, in crescita del 25% su base annua, contro i 128,2 miliardi attesi.
  • Utile per azione (EPS): 2,12 dollari, contro i 2,87 dello stesso periodo dell’anno precedente. Escludendo l’effetto delle perdite sugli investimenti azionari, l’EPS sale a 2,67 dollari, comunque sotto i 3,02 attesi.

Entrando più nel dettaglio ecco come sono cresciute le diverse attività

  • Google Services: ricavi in aumento dell’11%, a 96,3 miliardi di dollari. La crescita è stata trainata dalla ricerca e dagli altri servizi Google.
  • Google Search: ricavi in crescita del 12%, a 63,4 miliardi. Il dato è inferiore alle aspettative e riporta l’attenzione sull’impatto che le risposte generate dall’AI potrebbero avere sul modello pubblicitario tradizionale.
  • YouTube: ricavi pubblicitari in aumento del 9%, a 11,2 miliardi, con una crescita più contenuta rispetto ad altre attività del gruppo.
  • Google Cloud: ricavi più che raddoppiati, a 30,7 miliardi, grazie alla domanda di infrastrutture e servizi legati all’intelligenza artificiale. Il portafoglio di contratti ancora da fatturare ha raggiunto i 561 miliardi di dollari.

Il calo dell’utile netto, sceso a 26,2 miliardi, va letto anche alla luce delle componenti finanziarie. Alphabet ha registrato una perdita di circa 8,2 miliardi sugli investimenti azionari, mentre un anno prima aveva contabilizzato un risultato positivo. Questo effetto ha pesato sull’utile per azione, ma non spiega da solo la reazione del mercato: anche il risultato operativo, cresciuto del 30% a 40,6 miliardi, non ha raggiunto le aspettative.

A preoccupare gli investitori è soprattutto il costo della crescita. Nel trimestre Alphabet ha investito 51,4 miliardi di dollari in conto capitale, più del doppio rispetto a un anno prima. Per il 2026 prevede investimenti complessivi tra 195 e 205 miliardi, mentre nel 2027 dovrebbero aumentare ulteriormente. Il free cash flow è diventato negativo per 9,1 miliardi, anche per effetto di un pagamento da 5,2 miliardi legato a una sanzione europea e dell’aumento delle scorte.

Il mercato si trova quindi davanti a due segnali diversi: da una parte, la forte espansione del cloud e della domanda di servizi AI; dall’altra, una spesa crescente che assorbe liquidità e rende più importante dimostrare la redditività degli investimenti. La questione non è soltanto quanto Alphabet riuscirà a crescere, ma se i risultati futuri saranno sufficienti a giustificare il capitale impegnato oggi.

Come Ufficio Studi, continueremo a seguire l’evoluzione degli investimenti nell’intelligenza artificiale e i risultati delle principali aziende del settore. Per capire se le valutazioni di mercato siano sostenibili, monitoreremo non solo la crescita dei ricavi, ma anche i margini, la generazione di cassa e la capacità di trasformare gli investimenti in rendimenti concreti.

Fonte: Reuters, Fortune, comunicato Alphabet.

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Davide Berti, consulente finanziario

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In un mondo basato sulle dinamiche economiche, dove troppo spesso le conoscenze finanziarie sono limitate o assenti, verificare la professionalità di un consulente è necessario quanto difficile. Per questo affianco al mio lavoro questo progetto di consapevolizzazione.

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