L’Italia, da un punto di vista successorio, è un paradiso fiscale

L’Italia, da un punto di vista successorio, è un paradiso fiscale, nel senso che il patrimonio che va in successione tra eredi italiani ha una tassazione che è tra le più basse d’Europa e di molto al di sotto della media OCSE.

Prima di entrare nei dettagli occorre partire dalle basi, definendo alcune parole chiave per comprendere l’approfondimento. In primis occorre definire il concetto di franchigia. La franchigia, in ambito successorio, è la soglia entro la quale si è esenti da imposte di successione. Capire a quanto ammonta la franchigia in base al grado di parentela tra de cuius, ossia il defunto, ed eredi, è fondamentale anche in ottica di efficientamento del passaggio successorio.

In Italia, i trasferimenti effettuati in favore di ascendenti o discendenti in linea retta (coniuge, figli e nipoti) sono soggetti ad un’aliquota del 4% con franchigia pari ad 1 milione di euro.

Facciamo un esempio. Mario ha 1,5 milioni di euro sul conto corrente e nessun altro valore patrimoniale. Mario ha due eredi diretti, la moglie Lucia ed un figlio Francesco. Mario non graverà gli eredi di alcun pagamento in imposte di successione in quanto la quota spettante a moglie e figlio in assenza di testamento sarà di 750.000€ ciascuno, valore al di sotto del limite di 1 milione per erede posto dalla franchigia.

Differente aliquota e franchigia si hanno nel caso gli eredi fossero fratelli e sorelle. In questo caso la franchigia si ferma a 100.000€ e l’imposta di successione corrisponde al 6% su ciò che eccede la franchigia.

Infine, per quanto riguarda i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti, quindi non ascendenti o discendenti in linea retta, fratelli, sorelle o parenti fino al quarto grado del de cuius, l’imposta di successione è prevista all’8% senza alcun limite di franchigia. Occorre inoltre precisare che vi è un’ulteriore franchigia agevolata prevista per i trasferimenti effettuati nei confronti dei soggetti portatori di handicap e questa ammonta ad 1,5 milioni di euro, con l’imposta di successione che dipende sempre dal grado di parentela tra de cuius ed erede.

La tabella che segue vuole mostrare il divario tra Italia, Francia e Germania in tema successorio. In tabella troviamo franchigia e aliquote previste per ogni caso successorio, riassumendo quando appena detto sulle imposte successorie attualmente in essere nel Bel Paese.

Imposte di successione e franchigia in Italia, Germania e Francia

 

FRANCIA

GERMANIA

ITALIA

 

Franchigia

Aliquota

Franchigia

Aliquota

Franchigia

Aliquota

Coniuge

Nessuna imposta

500000

7-30%

1000000

0,04

Figli

100000

5-45%

400000

Nipoti

Nessuna

55-60%

200000

Fratelli e sorelle

16000

35-45%

20000

15-43%

100000

0,06

Altri

Nessuna

55-60%

30-50%

Nessuna

0,08

L’imposta di successione si applica sull’asse ereditario del de cuius, dove l’asse ereditario risulta composto dalla somma di patrimonio e donazioni meno eventuali debiti.

Oltre a questa precisazione occorre aggiungere il fatto che l’Italia, paese dove storicamente i cittadini preferiscono l’investimento immobiliare, preveda due ulteriori imposte di successione per la trasmissione del patrimonio immobiliare. Per la circolazione del patrimonio immobiliare sono infatti previste l’imposta catastale e l’imposta ipotecaria.

L’imposta ipotecaria è pari al 2% sul valore catastale degli immobili (o 200€ se almeno uno dei beneficiari gode del beneficio “prima casa”), mentre l’imposta catastale è pari all’1% sul valore degli immobili (o 200€ se almeno uno dei beneficiari gode del beneficio “prima casa”).

Il fatto che siano previste ulteriori imposte di successione sui valori immobiliari non deve stupire considerando la forte preponderanza dell’immobiliare come forma di investimento delle famiglie italiane.

Oltre alle imposte aggiuntive sul patrimonio immobiliare, molti non sono a conoscenza che esistono determinati assets che sono esenti da imposta di successione, permettendo una trasmissione del patrimonio più agevole e non gravando gli eredi di imposte di successione qualora fosse superato il limite posto dalla franchigia.

Conoscere questi strumenti esenti da imposta di successione è fondamentale al fine di impostare un passaggio successorio efficiente, senza gravare gli eredi di imposte che in alcune circostanze potrebbero essere davvero onerose.

Il principale strumento che ha senso avere in portafoglio al fine di efficientare il passaggio successorio in caso di patrimoni che superano di gran lunga la franchigia per ogni erede designato in testamento è la polizza sulla vita.

La polizza sulla vita (Polizza assicurativa: sicuro di averne effettivamente bisogno?) è un contratto stipulato tra compagnia assicurativa e contraente dove quest’ultimo, a fronte del pagamento di un premio (o più premi), garantisce al beneficiario (o ai beneficiari) una rendita o un capitale in caso di decesso dell’assicurato o sua sopravvivenza entro una certa data.

Ciò che maggiormente rileva della polizza sulla vita è il fatto che in un’attenta pianificazione successoria questa possa comportare un notevole beneficio per gli eredi in caso il valore del patrimonio del contraente eccedesse la franchigia prevista.

Facciamo un esempio molto semplificato per capire l’utilità della polizza vita in un’attenta pianificazione. Luca è un ricco padre di due figli. La moglie di Luca è deceduta anni fa e gli unici eredi sono i due figli. Il patrimonio di Luca è rappresentato da due immobili dal valore di 1 milione di euro ciascuno e da 2 milioni di euro allocati in obbligazioni, azioni e quote di fondi comuni di investimento.

In caso di morte di Luca, ogni figlio sarà tenuto a pagare l’imposta di successione sulla quota di patrimonio eccedente la franchigia, oltre alle imposte previste per il patrimonio immobiliare. Nel complesso, il costo della successione per ciascun figlio sarà di 70.000€, ossia pari al 4% sulla quota eccedente la franchigia (1 milione) più l’imposta catastale e l’imposta ipotecaria.

In caso di allocazione dei due milioni eccedenti il patrimonio immobiliare in una polizza vita con beneficiari i due figli, il risparmio per ogni figlio sarebbe stato di ben 40.000€ totali in quanto il capitale nella polizza sarebbe stato esente da imposta di successione e le uniche imposte dovute sarebbero state solamente quelle gravanti sul patrimonio immobiliare.

L’esempio proposto è molto semplificato ma ha voluto rendere l’idea dei potenziali benefici derivanti dall’allocazione del capitale eccedente la franchigia in uno strumento come la polizza sulla vita.

Nota bene: la polizza sulla vita è uno strumento molto efficiente in scenari di patrimoni importanti come quello proposto. Nel caso di un giovane con orizzonte temporale lungo e con capitale ben al di sotto di qualche milione, la polizza sulla vita potrebbe non essere il migliore degli investimenti.

Infatti, se la polizza sulla vita ha il grande vantaggio dell’esenzione dall’imposta di successione, ha anche qualche contro, su tutti i costi, che potrebbero essere molto impattanti, non rendendo lo strumento un investimento efficiente per molti individui.

La pianificazione successoria può essere fondamentale sia nel caso di trasmissione di patrimoni ingenti, sia nel caso di trasmissione di aziende o rami d’azienda dal momento che una trasmissione poco efficiente potrebbe tradursi in immobilismo della compagine aziendale, potenziali liti familiari e grande dispendio di risorse tra imposte di successioni ed eventuali cause legali.

Pianificare correttamente il proprio passaggio successorio è quindi fondamentale per il bene degli eredi e dei propri cari, al fine di non mettere nessuno in situazioni scomode e potenzialmente dannose per il patrimonio.

Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda.

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Davide Berti, consulente finanziario

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In un mondo basato sulle dinamiche economiche, dove troppo spesso le conoscenze finanziarie sono limitate o assenti, verificare la professionalità di un consulente è necessario quanto difficile. Per questo affianco al mio lavoro questo progetto di consapevolizzazione.

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