Elettra Lamborghini: ereditiera o imprenditrice?

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Se negli ultimi anni hai acceso la TV, aperto Instagram o fatto partire una playlist estiva, probabilmente la conosci già. Elettra Lamborghini: energia, ironia, zero filtri.

Chi è Elettra Lamborghini?

Se negli ultimi anni hai acceso la TV, aperto Instagram o fatto partire una playlist estiva, probabilmente la conosci già. Elettra Lamborghini: energia, ironia, zero filtri.

Già, Lamborghini. Come le macchine.

Perché Elettra è la nipote di Ferruccio Lamborghini, l’imprenditore emiliano che produceva trattori, che nel 1963, dopo una lite con Enzo Ferrari, decide di costruirsi da solo le auto che avrebbe voluto guidare.

Nel giro di pochi anni, nel 1966, lancia la vettura che segna la svolta: la Lamborghini Miura. Motore centrale, linee rivoluzionarie, prestazioni fuori scala per l’epoca.
È lì che nasce, di fatto, il concetto moderno di supercar. Un’auto talmente iconica che Elettra porta proprio “Miura” come secondo nome.

Negli anni successivi l’azienda cresce rapidamente: i modelli iniziano a moltiplicarsi, le vendite aumentano e il nome Lamborghini si fa spazio nel mondo delle auto sportive di lusso.

La Lamborghini Countach, la Diablo, la Urus: ogni decade porta un nuovo simbolo.

L’eredità di Elettra

Ma quindi Elettra è l'erede diretta di tutto questo? Non esattamente. 

Le crisi petrolifere degli anni '70 colpiscono duramente il mercato delle auto sportive, i costi salgono, le vendite rallentano. Nel frattempo, anche il settore dei trattori entra in crisi: commesse saltate, vertenze sindacali, liquidità in calo. Ferruccio si trova in difficoltà su più fronti e decide che è il momento giusto per vendere.

Nel 1973 cede la maggioranza delle quote all'imprenditore svizzero Georges-Henri Rossetti per 12 milioni di franchi svizzeri, circa 4 milioni di dollari dell'epoca, equivalenti a circa 25-28 milioni di dollari di oggi. Una cifra comunque lontana da quello che ci si potrebbe aspettare per uno dei marchi più iconici al mondo. 

L'anno successivo vende il restante 49% a René Leimer, uscendo definitivamente dalla società che aveva fondato.

Nei decenni successivi il marchio passa di mano in mano, attraverso proprietà svizzere, americane e asiatiche, fino ad arrivare nel 1998 nelle mani di Audi, oggi parte del gruppo Volkswagen. È sotto la guida tedesca che il marchio decolla davvero: oggi Automobili Lamborghini fattura oltre 3 miliardi di euro con un margine operativo del 24%. Numeri straordinari. Ma che non entrano in casa Lamborghini. La famiglia di Elettra, quindi, non possiede più quella società da quasi trent'anni. Il cognome è rimasto, i proventi no.

Il nonno Ferruccio, quindi, aveva abbandonato il settore delle auto di lusso così come quello dei trattori, ma non certo il mondo degli affari. Già da tempo, infatti, aveva dato vita ad altre realtà industriali: Lamborghini Calor, attiva nel campo dei bruciatori e delle caldaie, e Lamborghini Oleodinamica, specializzata nei componenti idraulici.

Quando si spegne nel 1993, lascia un patrimonio stimato nell'ordine di diverse decine di milioni di dollari.

Quell'eredità viene divisa tra i due figli: Tonino e Patrizia.

  • Tonino, nato dal primo matrimonio con Clelia Monti, è il ramo che ci interessa: è lui il padre di Elettra. Eredita le attività industriali del padre e le gestirà per anni, prima di cederle nei primi anni 2000
  • Patrizia, nata dalla compagna degli ultimi anni Maria Teresa Cane, eredita la Tenuta La Fiorita in Umbria, che trasforma in una cantina d'eccellenza con vini premiati a livello internazionale, gestendola per oltre vent'anni prima di venderla nel 2015.

Ma per capire cosa c’è alle spalle di Elettra dobbiamo focalizzarci su Tonino, dato che ancor più dell'eredità conta quello che aveva già costruito in proprio. 

Nel 1981, dodici anni prima della morte del padre, infatti, aveva fondato la Tonino Lamborghini SpA: una società nata per sfruttare la notorietà del marchio in settori lontani dalle automobili. Orologi, profumi, hotel, caffè premium. Il modello è quello del licensing: concede il marchio a terzi in cambio di royalties.

Un business con una presenza forte soprattutto in Asia ma con numeri che raccontano una realtà più sobria di quanto il cognome faccia immaginare. Nel 2023 la società ha fatturato 4,7 milioni di euro, con un utile netto di 176.000 euro. Una PMI ben gestita, non un impero miliardario.

Da Tonino e dalla moglie Luisa Peterlongo nascono cinque figli. 

Ferruccio Jr., il primogenito, porta il nome del nonno e oggi è Vice Presidente della Tonino Lamborghini SpA

Ginevra, che ha scelto il mondo dello spettacolo, tra musica e televisione. 

Le gemelle Lucrezia e Flaminia sono invece lontane dai riflettori. 

E poi c'è Elettra, la nostra protagonista.

Elettra, a differenza dei fratelli, non si è accontentata di stare all'ombra del cognome. È la più eccentrica, la più sopra le righe, quella che fin dall'inizio ha voluto costruirsi qualcosa di completamente suo. 

La carriera di Elettra

Ma come ha fatto a diventare così famosa? E soprattutto, quanto di quello che ha costruito è davvero merito suo?

Prima dello spettacolo, Elettra aveva una carriera agonistica nel salto ostacoli, portata avanti a livello professionistico per anni. Ma il suo profilo era già interessante anche fuori dalle scuderie: il cognome, l'estetica. Esattamente il tipo di figura che cercava Piero Chiambretti per il suo Grand Hotel Chiambretti su Canale 5, un format costruito su personaggi eccentrici e fuori dagli schemi.

Il debutto avviene nel febbraio 2015 al Grand Hotel Chiambretti su Canale 5. Chiambretti si aspettava probabilmente la classica ereditiera distaccata. Trova invece una ragazza che ride di sé stessa, si presta alle gag, si fa prendere in giro in diretta. L'anno successivo partecipa a #Riccanza, il docu-reality di MTV Italia sui giovani ricchi italiani: altro carburante per costruirsi un'identità pubblica riconoscibile.

Da quel momento anche la carriera musicale prende velocità. Nel 2017 arriva Lamborghini RMX con Guè e Sfera Ebbasta. L'anno successivo il primo singolo da solista: Pem Pem, il brano più visto della sua carriera su YouTube con oltre 175 milioni di visualizzazioni.  Poi Musica (e il resto scompare) a Sanremo 2020, certificato doppio platino, fino al ritorno all’Ariston nel 2026 con Voilà.

Nel frattempo, cresce anche la sua presenza in televisione: da concorrente a giudice, fino alla conduzione di programmi come The Voice of Italy, Italia’s Got Talent, L’Isola dei Famosi e Boss in Incognito.

Tutto questo ha un effetto diretto: la sua notorietà si diffonde anche sui social: oltre 7 milioni di follower su Instagram, 3 milioni su TikTok e 1,5 milioni di iscritti su YouTube. 

Un pubblico che non segue solo la musica o la TV, ma anche la sua vita personale.
Come nel caso del matrimonio con Afrojack, noto Dj olandese, che ha amplificato ulteriormente la sua esposizione mediatica a livello internazionale.

E questa attenzione si traduce anche in valore economico: ogni contenuto sponsorizzato può valere decine di migliaia di euro, con picchi ancora più alti nei momenti di massima visibilità, come Sanremo.

Tutto questo successo le permette di fare un passo in più: trasformare la popolarità in un’attività strutturata.

Nel 2019 Elettra fonda la Deseos Ent. Srl, la società attraverso cui gestisce i proventi della sua attività artistica: diritti d'autore, sponsorizzazioni, collaborazioni commerciali. Una struttura snella ma efficace, che cresce rapidamente. Dal fatturato di circa 260.000 euro nel 2020, arriva a oltre 738.000 euro nel 2023, con un utile netto superiore ai 300.000 euro

Per capire la proporzione: nel 2023 la sua società ha prodotto utili quasi doppi rispetto a quelli della Tonino Lamborghini SpA.

In parallelo espande il business: nel 2024 lancia Mamatchy, la sua linea di abbigliamento per tutta la famiglia, e acquisisce il 51% di El Beauty Srl, un centro estetico a Milano. 

Quindi, tornando alla domanda di partenza: quello che ha costruito oggi se lo è guadagnato davvero, o è tutto merito del cognome?

È innegabile che dietro Elettra ci sia una famiglia molto benestante. Oltre alla Tonino Lamborghini SpA, ci sono asset immobiliari importanti: il Palazzo del Vignola alle porte di Bologna, progetti residenziali a Dubai, un complesso da due grattacieli in Cina e residenze di lusso in Brasile. 

Un patrimonio complessivo che alcune stime collocano nell'ordine di diverse centinaia di milioni di euro, da dividere tra cinque figli ovviamente. Cifre non certificate, ma che danno l'ordine di grandezza.

Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui. Di figli di famiglie benestanti in Italia ce ne sono molti: alcuni si limitano a vivere di rendita, altri dilapidano il patrimonio, altri ancora scompaiono dai radar.

Conclusioni

Elettra ha scelto invece di seguire una passione, portando il proprio cognome nel mondo dello spettacolo. In un certo senso ha fatto qualcosa di analogo a suo padre: così come Tonino ha preso quel nome e lo ha affermato nel mondo del lusso, lei lo ha portato in televisione e nella musica.

Certo, ciò che ha costruito è ancora marginale rispetto al patrimonio complessivo della famiglia e, per chi si trova in una situazione simile, la gestione del patrimonio resta una responsabilità che non può essere messa in secondo piano. Perché, per quanto brillante possa essere una carriera, una gestione attenta e oculata di ciò che già esiste può potenzialmente generare, nel tempo, molto più valore della carriera artistica stessa.

Detto questo, resta evidente che costruire qualcosa di proprio, inseguire una passione e trasformarla in risultati concreti ha un valore che va ben oltre i numeri. In questo percorso, partire da un patrimonio importante rappresenta senza dubbio un vantaggio: offre accesso a reti di relazioni, capitali da investire e, soprattutto, una serenità che consente di assumersi rischi.

Ma questa serenità non è una prerogativa esclusiva di chi nasce in famiglie come i Lamborghini. Anche su scala diversa, lo stesso principio vale per qualsiasi famiglia: più la situazione finanziaria è solida e ben gestita, maggiore è la libertà di fare scelte senza essere costantemente condizionati dal denaro.

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Davide Berti, consulente finanziario

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In un mondo basato sulle dinamiche economiche, dove troppo spesso le conoscenze finanziarie sono limitate o assenti, verificare la professionalità di un consulente è necessario quanto difficile. Per questo affianco al mio lavoro questo progetto di consapevolizzazione.

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