Il consulente finanziario: cosa fa e perché può essere fondamentale per la gestione dei propri risparmi

In Italia la figura del consulente finanziario e la sua importanza nelle scelte di investimento degli individui meno esperti è poco compresa. Facciamo luce sul mio lavoro e su come possa cambiare completamente la situazione dell'investitore medio.

Partiamo dalla definizione

Per capire il ruolo del consulente finanziario utile è partire da una definizione generale che ne dà la Treccani. In particolare, il consulente finanziario è la “persona fisica o persona giuridica (S.p.a. o S.r.l.), autorizzata a prestare consulenza in materia di investimenti finanziari, purché in possesso di requisiti di professionalità, onorabilità, indipendenza e patrimoniali […], e iscritta in uno specifico albo.”[1]

Utilizzando una metafora, il consulente finanziario può essere considerato per i tuoi risparmi quello che il personal trainer è per il tuo fisico: un prezioso aiuto, una guida da seguire per riuscire al meglio nei propri obiettivi. Come il personal trainer aiuta il cliente a raggiungere i propri obiettivi in termini di massa muscolare e benessere fisico, il consulente finanziario aiuta il cliente a raggiugere gli obiettivi di mantenimento del potere d’acquisto del denaro nel tempo e benessere finanziario, così da permettergli un futuro più sereno.

In particolare, l’obiettivo di ogni investitore per i propri risparmi dovrebbe essere quello di battere l’inflazione (mantenendo così inalterato il potere d’acquisto del proprio denaro nel tempo) e provare ad ottenere un extra-rendimento ragionevole per il rischio assunto (leggi l'articolo Inflazione: quanto costa lasciare i soldi sul conto corrente? per approfondire.)

Le tipologie di consulente finanziario

Tornando alla figura del consulente finanziario, si distinguono diverse tipologie a seconda di come viene reso il servizio di consulenza in materia di investimenti. In particolare, il servizio può essere reso su base indipendente o su base non indipendente: nel primo caso il consulente viene remunerato “a parcella” e considera tutti i prodotti presenti sul mercato, mentre nel secondo caso il consulente consiglia prodotti di una banca o di una società prodotto della banca e viene remunerato mediante retrocessioni per i prodotti collocati.

Sia nel caso di consulenza indipendente, sia nel caso di consulenza non indipendente, il compito del consulente finanziario è quello di scegliere un mix di prodotti in linea con il profilo di rischio e gli obiettivi del cliente, al fine di ottimizzare il processo di investimento. 

Qual è il rapporto degli italiani con la consulenza finanziaria?

Da un report Consob emerge che il consulente, e il servizio in materia di investimenti, è poco utilizzato dai risparmiatori italiani, tendenzialmente più propensi ad usufruire dell’aiuto di un amico piuttosto che di una guida qualificata e preparata.

Il grafico che segue, tratto da un report Consob del 2018, mostra la tendenza degli italiani a muoversi in autonomia, o con l’aiuto di amici, nel mondo, ahimè pericoloso se non si hanno conoscenze in materia, degli investimenti.

Report CONSOB 2018

Ma perché il mondo degli investimenti è pericoloso se non si è esperti?

Così come per alzare 100kg in panca piana senza effettuare movimenti innaturali che possono portare a gravi infortuni serve l’aiuto del personal trainer, anche per investire i propri risparmi, frutto di sacrifici e duro lavoro, in maniera profittevole e in linea con il proprio profilo di rischio serve l’aiuto di una figura professionale e qualificata. Il motivo? Investire da soli, o fidandosi di amici e parenti non esperti o qualificati, potrebbe portare a importanti perdite di capitale.

A testimonianza di questo dato c’è un’approfondita ed esplicativa analisi del professor Ruggero Bertelli, proposta nel libro “La Collina dei ciliegi”. L’analisi si propone di osservare l’acquisto di azioni da parte dei cittadini italiani nel tempo. Il risultato è il seguente: gli acquisti di azioni arrivano al massimo proprio quando il mercato fa segnare massimi. Ma non finisce qua: dopo una lieve discesa dei corsi azionari (e una piccola perdita di capitale) gli italiani, privi di guida, si spaventano e cominciano a vendere, vendendo in perdita le proprie azioni. Man mano che i corsi azionari si riprendono, arrivando ai massimi precedenti, gli italiani riprendono ad acquistare. Tutto ciò è sintetizzabile con la frase: “gli italiani comprano sui massimi e vendono sui minimi”.

Ovviamente quest’analisi è di carattere generale e non tutti gli investitori italiani hanno comprato sui massimi e venduto sui minimi. Gli investitori più accorti, con esperienza, con una sapiente guida e con una chiara strategia di investimento sicuramente si saranno ben destreggiati in una fase di mercato ribassista, magari acquistando azioni sottovalutate.

Muoversi in autonomia sui mercati finanziari se privi di nozioni e conoscenze basilari nel processo di investimento potrebbe fare molto male al proprio denaro, allo stesso modo di come andare in palestra senza alcuna esperienza e fare esercizi “fai da te” con carichi di peso potrebbe fare molti danni al proprio fisico. Come diceva il saggio Benjamin Graham: “il principale problema dell’investitore e anche il suo peggior nemico è sé stesso”.

[1] Leggi la definizione di consulente finanziario dell'Enciclopedia Treccani.

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Davide Berti, consulente finanziario

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Mission

In un mondo basato sulle dinamiche economiche, dove troppo spesso le conoscenze finanziarie sono limitate o assenti, verificare la professionalità di un consulente è necessario quanto difficile. Per questo affianco al mio lavoro questo progetto di consapevolizzazione.

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