Portafoglio All Weather: cos’è, com’è strutturato e perché è famoso?

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Diversificare gli investimenti in modo tale che un portafoglio possa ottenere performance positive e costanti sia in periodi di crescita economica sia in periodi di stagnazione economica è l’obiettivo di molti investitori. Ray Dalio, il fondatore del più grande hedge fund al mondo, propone la sua soluzione: l’All Weather

All Weather: la logica dietro alla strategia

Il portafoglio All Weather nasce dall’idea Ray Dalio, fondatore e manager del fondo speculativo “Bridgewater Associates”. Ray Dalio analizzando le tradizionali strategie di allocazione del portafoglio, basata sulle sole azioni ed obbligazioni, si è reso conto che queste spesso non rispettassero le aspettative in termini di mitigazione dei rischi. Nei momenti di forte crisi, infatti, le tradizionali ripartizioni come il 60/40 (60% azioni e 40% obbligazioni) o il 50/50 conducevano a drawdown (misura della diminuzione del valore di un investimento da un suo picco massimo a un minimo successivo) che molti investitori difficilmente sopportavano

L’obiettivo di Ray Dalio era utilizzare un asset allocation strategica (se volete approfondire meglio il tema dell’asset allocation vi consiglio questo mio vecchio articolo: Asset Allocation: strategica, dinamica e tattica) che consentisse agli investitori di ottenere rendimenti stabili in un contesto di mercato di incertezza. In altre parole, lo scopo è quello di più possibile stabile nelle diverse fasi del ciclo economico.

I principi fondamentali che stanno alla base dell’All Weather sono:

  • rinuncia alla ricerca del momento ottimale di ingresso o di uscita (ovvero se rinuncia a fare market timing)
  • consapevolezza che il futuro è per definizione incerto e che non è possibile prevedere i cicli economici;
  • strutturare il portafoglio in modo che le variazioni delle varie asset class si compensino (risk parity).

Le fasi (“stagioni”) che si presentano ciclicamente in un sistema economico sono le seguenti:

  • inflazione (ovvero prezzi in crescita) 
  • deflazione (ovvero prezzi in discesa) 
  • espansione economica (crescita del PIL) 
  • recessione (con contrazione del PIL)

Come si può notare dal Grafico 1 ognuna di queste fasi congiunturali ha un investimento che performa meglio. Ad esempio, generalmente le azioni performano bene quando l’economia di una nazione è in salute ed il PIL sale. Le materie prime, invece, crescono durante le fasi inflative mentre le obbligazioni invece beneficiano quando le economie sono più in affanno o stanno ripartendo.

Grafico 1: Cicli Economici

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Fonte: Martin Pring, Analisi Tecnica dei mercati Finanziari

La composizione

Secondo Ray Dalio la troppa confidenza nelle proprie conoscenze sul tema degli investimenti spesso porta le persone a fare scelte inutilmente troppo complicate che rischiano solo inficiare l’efficienza del proprio portafoglio. 

La domanda centrale a cui si è voluto dare una risposta è la seguente: qual è quel portafoglio che permette di performare bene in tutti gli scenari economici? 

Come abbiamo detto per Dalio ogni classe di investimento performerà bene in determinati contesti economici mentre performerà male in altri. Per questo motivo detenere solo una determinata tipologia di asset si traduce in una semplice scommessa sullo scenario economico futuro mentre costruendo un portafoglio con asset class con correlazione non positiva si potrà beneficiare di una migliore performance in termini di rischio-rendimento.

La logica che sta dietro a questa strategia in un certo senso verte sull’idea che crescita e inflazione fossero i due driver principali del mercato. Uno shock di queste variabili impattano il rendimento e le performance delle varie asset class: quando l’economia cresce più delle aspettative le azioni generalmente sovraperformano le obbligazioni mentre in caso contrario sono le obbligazioni a sovraperformare le azioni. Nel caso invece di shock inflattivi l’ipotesi è che e obbligazioni non si compensino a vicenda, anzi Dalio intuì che entrambe performavano bene a seguito di variazioni negative ed entrambe performavano male a seguito di variazioni positive dell’inflazione. Per cui bisognava introdurre altre asset class (come oro e materie prime) che permettessero di coprire il portafoglio a seguito di contesti inflattivi. 

Nel Grafico 2 abbiamo una rappresentazione del diagramma che riassume questa logica.

Grafico 2: Quadrante degli scenari macroeconomici

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Fonte: https://www.bridgewater.com/

Avendo a mente quindi questi ragionamenti Bridgewater ha proposto ai suoi clienti un portafoglio che era così composto (vedi Grafico 3):

  • 30% azioni statunitensi
  • 40% titoli di stato a lungo termine
  • 15% titoli di stato a medio termine
  • 7,5% materie prime
  • 7,5% oro

Grafico 3: Composizione All Weather

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Fonte: optimizedportoflio

Performance: backtesting

A titolo di esempio proviamo a fare un backtesting (un’analisi a posteriori) per confrontare come si sarebbe comportato un portafoglio All Weather rispetto ad un classico 60/40 e l’S&P500. Nel Grafico 4 troviamo il risultato di tale analisi svolto in riferimento all’orizzonte temporale 2003 – 2022. 

Il portafoglio All Weather avrebbe reso (il CAGR rappresenta il tasso annuo di crescita composto) in media un 6,95% annuo vs il 9,95% dell’S&P500 ed il 7,91% del 60/40.  Se da un lato è vero che l’All Weather ci avrebbe dato meno soddisfazioni in termini di rendimento dall’altro bisogna sottolineare che la performance in termini di rischio-rendimento sarebbe apparsa più interessante visto avremmo assistito ad una minore volatilità (misurata tramite la deviazione standard).

Grafico 4: Backtesting All Weather vs 60/40 vs S&P500 (2003 - 2022)

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Fonte: optimizedportfolio

In aggiunta, l’impatto di un ribasso di mercato sul nostro portafoglio avrà effetti più limitati. Basti pensare che dal 1973 solamente in due casi un portafoglio All Weather avrebbe avuto un drawdown superiore al 20%. Volendo fare un esempio pratico di cosa voglia dire, possiamo notare come nel Grafico 5 venga evidenziata con chiarezza la migliore performance del portafoglio di Ray Dalio durante una fase di stress come quella avuta sui mercati durante il Covid-19 nella primavera/estate del 2020 rispetto alle altre due strategie.

Grafico 5: Impatto dei ribassi su All Weather, 60/40 e S&P500 (Covid-19)

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Fonte: YCHARTS

Conclusioni e riflessioni finali

Il portafoglio All Weather è quindi la soluzione definitiva a tutti i problemi? No. 

Come sempre, non si può generalizzare, l’adeguatezza di questa strategia dipende dalle caratteristiche e dagli obiettivi del singolo individuo.

Un portafoglio All Weather generalmente non andrà bene per un individuo che ambisce ad avere alti rendimenti. Nel lungo periodo portafogli maggiormente aggressivi ed orientati verso l’equity tenderanno a sovraperformare. In un contesto prolungato di bassi tassi di interesse, come quello che abbiamo vissuto in questi anni, un 40% del portafoglio allocato in obbligazione di lungo termine ci penalizzerà notevolmente. In aggiunta, chi si focalizza sulla performance delle singole asset class non apprezzerà molto la componente oro/commodities dato che questa è molto ciclica e può accadere che per lunghi periodi sottoperformi il mercato. Questo, per esempio, vuol dire che un investitore entrato nel mercato negli anni ’80 avrebbe dovuto aspettare fino al 2008 per rivedere l’oro ai massimi.

Al contrario l’All Weather è un portafoglio che può risultare adatto per gli investitori che si lasciano influenzare emotivamente quando le cose non vanno molto bene o che semplicemente sono alla ricerca di una strategia efficacie e relativamente non troppo impegnativa per il lungo periodo.

Un’ulteriore necessaria precisazione è che nella maggior parte delle volte in cui si propone questo tipo di portafoglio si parte dal presupposto che questo sia ideato per un risparmiatore americano. In altre parole, l’All Weather che viene frequentemente che viene proposto sui vari siti di finanza ha un’esposizione valutaria totale nei confronti del dollaro, dato che è un portafoglio pensato e strutturato per l’investitore americano. Adattarlo per noi investitori europei non è così automatico ed il risultato finale rischia di essere meno performante dell’originale.

Negli anni sono uscite differenti versioni aggiornate dell’All Weather con l’obiettivo di perfezionare questa strategia. Come sempre però non esiste una soluzione univoca e definitiva a tutto, quello che è importante è comprendere quali possono essere le nostre aspettative e la nostra propensione al rischio e successivamente individuare la strategia che meglio si adatta a noi

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Davide Berti, consulente finanziario

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Il piano d’accumulo (PAC) è l’arma principale per un investitore di lungo periodo. La grande forza che agisce sulla crescita del capitale nel lungo termine è l’interesse composto, ossia l’interesse calcolato sugli interessi maturati di anno di anno. La costanza nell’accumulo, una struttura di portafoglio efficiente e l’interesse composto sono preziosi alleati per la crescita del capitale nel lungo periodo.

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In un mondo basato sulle dinamiche economiche, dove troppo spesso le conoscenze finanziarie sono limitate o assenti, verificare la professionalità di un consulente è necessario quanto difficile. Per questo affianco al mio lavoro questo progetto di consapevolizzazione.

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