Circa 30 anni fa, un giovane Jeff Bezos fondava Cadabra.com, una piccola libreria online nata in un garage. All’epoca, la società era una "small cap", una realtà di piccole dimensioni con un futuro incerto, come tante altre che iniziano con grandi ambizioni ma mezzi limitati.
Nel 1997, debuttò in Borsa con il nome di Amazon a 18 dollari per azione, oggi, con una valutazione di oltre 2.370 miliardi di dollari, questa società è diventata una delle società più grandi al mondo, un gigante globale del commercio e della tecnologia, dimostrando come qualunque piccola società possa trasformarsi nel leader di domani.
Le caratteristiche
Il termine small cap, abbreviazione di "small capitalization", si riferisce alle società quotate in borsa con una capitalizzazione di mercato relativamente bassa.
In genere, rientrano in questa categoria quelle società con una capitalizzazione di mercato tra i 300 milioni e i 2 miliardi di dollari. Tuttavia, questa fascia può variare a seconda del mercato e delle definizioni specifiche.
Non importa se le aziende classificate come small cap sono leader nei loro settori o generano fatturati milionari. La variabile che determinerà questa classificazione è puramente il loro valore di mercato, o in altri termini, la loro dimensione limitata sul mercato azionario.
Possono quindi essere sia realtà in una fase iniziale del loro ciclo di vita, sia aziende già affermate che non hanno ancora raggiunto dimensioni significative in termini di capitalizzazione.
Una delle caratteristiche più rilevanti di queste società è il loro elevato potenziale di crescita. A differenza delle large cap, che hanno spesso già raggiunto una fase di maturità, si trovano frequentemente in una fase di espansione, con significative opportunità di sviluppo sia in termini di quote di mercato che di diversificazione del business. Questa caratteristica si traduce in una maggiore dinamicità e flessibilità operativa, consentendo a queste aziende di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e di cogliere nuove opportunità di business.
La struttura organizzativa delle small cap è generalmente più snella e meno burocratizzata rispetto alle grandi aziende. Questo aspetto permette una maggiore velocità decisionale e una più rapida implementazione delle strategie aziendali. Tuttavia, bisogna sottolineare che questa stessa caratteristica può rappresentare anche un elemento di vulnerabilità, specialmente in fasi di mercato negative o di forte pressione competitiva.
Le aziende a capitalizzazione ridotta presentano inoltre una forte correlazione con l'economia domestica. La maggior parte di queste società opera, infatti, principalmente nel mercato locale, con una limitata diversificazione geografica. Questa caratteristica le rende particolarmente sensibili all'andamento del ciclo economico nazionale, sia in termini positivi che negativi.
In Italia le azioni delle small cap sono negoziate all’interno dell’MTA nella classe Small cap, con l’indice FTSE Italia Small cap, all’interno del MIV (Mercato telematico degli Investment Vehicles) e dell’AIM Italia, con l’indice FTSE AIM Italia.
Come si comportano sul mercato
Il comportamento delle small cap sul mercato è strettamente legato alle fasi del ciclo economico.
Durante le fasi di ripresa economica, dopo una recessione, le small cap tendono a sovraperformare significativamente il mercato. Questo fenomeno è attribuibile a diversi fattori. La maggiore leva operativa di queste società amplifica l'impatto positivo della ripresa sui margini aziendali, mentre il miglioramento delle condizioni di credito favorisce particolarmente le aziende più piccole, spesso più dipendenti dal finanziamento bancario rispetto alle società ad alta capitalizzazione. Inoltre, la ripresa della domanda domestica ha un effetto diretto sul loro fatturato, data la loro maggiore esposizione all'economia locale.
Nella fase di espansione economica, le small cap continuano generalmente a performare bene. Esse beneficiano della crescita stabile della domanda interna, che consente loro di destinare risorse all'innovazione e all'espansione in nuovi mercati. È anche in questo periodo che attirano l'attenzione degli investitori istituzionali e diventano target privilegiati per operazioni di M&A, incrementando il valore per gli azionisti.
Durante le fasi di rallentamento economico, queste vulnerabilità diventano ancora più evidenti. La maggiore sensibilità delle small cap alle restrizioni del credito può mettere a dura prova la loro liquidità. Allo stesso tempo, la scarsa diversificazione geografica amplifica l'impatto di eventuali shock economici locali, e il loro minor potere contrattuale nei confronti di fornitori e clienti può comprimere ulteriormente i margini in situazioni di stress di mercato.
A tal proposito importante considerare come la struttura finanziaria giochi un ruolo cruciale nella capacità delle società a bassa capitalizzazione di adattarsi ai cambiamenti economici. Come si può notare nel Grafico 1, rispetto alle large cap (rappresentate dall’indice S&P500), che possono beneficiare di finanziamenti obbligazionari a tasso fisso e con scadenze dilazionate, le small cap (identificate dall’indice Russell 2000, benchmark dell’indice del mercato azionario statunitense a bassa capitalizzazione) fanno spesso affidamento su prestiti bancari a tasso variabile. Questa differenza le rende particolarmente vulnerabili in periodi di aumento dei tassi d'interesse, poiché il costo del debito cresce rapidamente, mettendo sotto pressione la loro liquidità. Inoltre, la minore diversificazione delle fonti di finanziamento limita la loro flessibilità nel reperire risorse a condizioni vantaggiose, accentuando ulteriormente il divario competitivo rispetto alle large cap.
Grafico 1: Struttura finanziaria Russell 2000 vs S&P500
Fonte: Goldman Sachs Global Investment Research (dati: 2024)
Evidenze circa l'andamento dell'asset class negli anni
Nel lungo periodo, questa asset class ha mostrato una capacità di generare rendimenti superiori rispetto alle large cap, un fenomeno noto come "premio dimensionale", ampiamente documentato nella letteratura. Questo premio al rischio è attribuito a fattori strutturali: l'inefficienza di mercato derivante dalla minore copertura analitica e dalla scarsa liquidità, che creano opportunità per gli investitori informati di ottenere rendimenti superiori. Inoltre, il maggiore potenziale di crescita intrinseco delle small cap può portare a significative rivalutazioni quando le loro strategie aziendali si rivelano vincenti.
Tuttavia, questi rendimenti superiori sono accompagnati da una maggiore volatilità e da periodi prolungati di sottoperformance. In particolare, durante le fasi di stress di mercato o di stretta creditizia, le small cap tendono a soffrire maggiormente rispetto alle large cap, richiedendo agli investitori una maggiore tolleranza al rischio e un orizzonte temporale sufficientemente lungo.
Come si può notare nel Grafico 2, negli ultimi dieci anni le small cap hanno affrontato sfide significative, sottoperformando significativamente le rivali large cap dell’S&P500 (il concetto è espresso in relazione al mercato statunitense ma è generalizzabile a tutto il mercato dei paesi sviluppati).
Grafico 2: S&P500 vs Russell 2000 (2014 – 2024)
Fonte: Koyfin
La congiuntura macroeconomica, caratterizzata da tassi d'interesse eccezionalmente bassi, ha avvantaggiato le large cap, che hanno potuto accedere a capitale a basso costo per finanziare importanti progetti di crescita, come fusioni, acquisizioni e iniziative di ricerca. Le small cap, al contrario, hanno trovato più difficoltà nel gestire il proprio debito, essendo spesso finanziate da prestiti bancari a tasso variabile. L'aumento dei tassi d'interesse negli anni più recenti ha aggravato questa situazione, aumentando il costo del finanziamento e riducendo la competitività delle small cap rispetto alle loro controparti più grandi.
Un altro aspetto cruciale, come abbiamo detto, riguarda la composizione degli indici azionari. Negli ultimi anni il premio delle small cap si è progressivamente ridotto, in parte a causa del crescente peso delle mega cap nel mercato azionario statunitense. L'indice S&P 500, ponderato per capitalizzazione, è dominato da un numero ristretto di grandi aziende, soprattutto nel settore tecnologico, che hanno registrato una crescita rapida e costante nell'ultimo decennio. Questo fenomeno ha compresso il premio tradizionalmente associato alle small cap.
Se escludiamo i sette titoli più grandi da ciascun indice, non solo i "Magnificent 7", ma anche i principali in generale, la differenza nei rendimenti tra l'S&P 500 e il Russell 2000 risulta meno marcata. Secondo un'analisi di BlackRock, negli ultimi cinque anni l'S&P 500 ha registrato un rendimento annuo medio dell'11%, contro il 10% del Russell 2000. Sebbene permanga una sovraperformance delle large cap, il premio appare significativamente più contenuto rispetto a quanto suggerito dai titoli di settore.
Conclusioni
Le small cap rappresentano un'asset class che può offrire significative opportunità di investimento, particolarmente nelle fasi di ripresa e espansione economica. La chiave per il successo risiede nella comprensione delle loro dinamiche cicliche e nell'implementazione di una strategia di investimento disciplinata.
Per massimizzare i benefici dell'investimento in small cap è fondamentale adottare un approccio strutturato che tenga conto sia delle opportunità che dei rischi specifici di questa asset class. L'orizzonte temporale deve essere necessariamente di medio-lungo periodo, per permettere alle strategie aziendali di svilupparsi e per assorbire la maggiore volatilità di breve termine.
La gestione del rischio assume un ruolo centrale, considerando la maggiore volatilità e il minor livello di liquidità di questi titoli. Una diversificazione adeguata, sia a livello di singoli titoli che settoriale, diventa cruciale per mitigare i rischi specifici.
In conclusione, le small cap possono rappresentare una componente preziosa in un portafoglio diversificato, offrendo potenziale di crescita e diversificazione efficace. Tuttavia, il successo dell'investimento in questa asset class richiede una comprensione approfondita delle sue caratteristiche, una gestione attenta dei rischi e un orizzonte temporale adeguato.
Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda.
Hai dubbi sull'efficienza o la pianificazione del tuo portafoglio di investimenti? Clicca qui e compila il modulo!
Se vuoi rimanere aggiornato sui contenuti finanziari in tempo reale seguimi sulla mia pagina instagram!