Il lending crowdfunding. Cos’è, rischi e potenziali vantaggi

Il lending crowdfunding, comunemente definito come mutuo su piattaforme, social lending o peer to peer lending è un fenomeno che ha fatto registrare una rapida diffusione in Europa negli ultimi sei anni.

Tradizionalmente negli anni l’erogazione di prestiti è avvenuta per mezzo di intermediari bancari i quali, a fronte di una determinata struttura del proprio passivo, hanno la facoltà di concedere prestiti alla clientela, basando la propria valutazione sul rischio, sulle finalità e sul livello generale dei tassi.

La peculiarità del lending crowdfunding invece sta nel fatto che i mutuatari possono prendere risorse da prestatori per mezzo di un’apposita piattaforma online (marketplace lending), senza dover passare per un intermediario finanziario tradizionale, quale potrebbe essere una banca.

Il fenomeno negli ultimi anni si è attestato in notevole crescita. Il grafico che segue mostra il totale transato su piattaforme di lending crowdfunding in Italia tra il 2015 e il 2020

Il Crowdfunding in Italia Report 2020

Fonte: elaborazione su dati C. Bedino, Il Crowdfunding in Italia Report 2020, Starteed, Italia, 2020, pag. 19

Come funziona il P2P lending?

Un potenziale mutuatario, al fine di ottenere un prestito, si iscrive ad un’apposita piattaforma di P2P lending. La piattaforma valuta la richiesta, assegnando un merito creditizio e il corrispondente tasso di interesse a cui prendere a prestito capitali al mutuatario; quest’ultimo sarà responsabile del pagamento periodico degli interessi pattuiti al prestatore e a scadenza dovrà rimborsare il capitale.

La piattaforma, che gestirà i flussi tra le due parti, o direttamente o per mezzo di una società terza, trattiene una commissione.

Il P2P lending è un’alternativa al prestito bancario tradizionale, agevolato dalle piattaforme web, con la differenza che cittadini e imprese possono prendere a prestito direttamente da una molteplicità di individui ed entità, garantendo loro il pagamento degli interessi e il rimborso del capitale.

Il ruolo delle piattaforme che favoriscono l’incontro tra domanda e offerta è cruciale: attribuire un rating ai mutuatari sulla base dei dati presenti nella centrale dei rischi, alla pari di quanto avviene nei mercati del credito; a seconda del livello di rating assegnato dipenderà il tasso di interesse che il mutuatario dovrà corrispondere al prestatore.

Tra i soggetti finanziati mediante portali di lending crowdfunding rientrano principalmente famiglie, associazioni senza scopo di lucro e piccole e medie imprese, mentre tra coloro che prestano rientrano tendenzialmente gli investitori retail.

Tra coloro che prestano possono rientrare anche investitori professionali o autorizzati, quali ad esempio fondi di investimento, che per mezzo del loro intervento possono contribuire a migliorare la reputazione dell’impresa FinTech che intermedia il prestito.

Vantaggi del P2P lending

Tra i vantaggi del P2P lending rientra l’opportunità per l’investitore di ottenere un potenziale rendimento maggiore per il proprio capitale rispetto a quanto offerto dai tradizionali depositi bancari. Comparare il prestito tra privati al deposito bancario però è un grave errore, in quanto nel primo caso non esiste una garanzia sul capitale “depositato”.

I bassi tassi di interesse corrisposti sui depositi bancari hanno sicuramente attratto molti risparmiatori, i quali devono però sempre considerare il rischio derivante dal prestito tra privati, ossia l’insolvenza del mutuatario. Sebbene molte piattaforme di P2P lending prevedano un attento precesso di definizione del rating del mutuatario, l’insolvenza di quest’ultimo potrebbe essere dietro l’angolo per via di molteplici dinamiche non catturate dall’analisi fatta dalla piattaforma.

Un importante fatto che l’investitore che destina del capitale al P2P lending deve considerare è che tendenzialmente le imprese e i soggetti che richiedono finanziamenti per mezzo di piattaforme di P2P lending sono ad elevato rischio e non avrebbero accesso al tradizionale credito bancario: occorre perciò ricordare come agli elevati tassi offerti da molte piattaforme di P2P lending corrisponda anche un elevato rischio.

Tra gli svantaggi rientra anche l’assenza di vantaggi fiscali, a differenza di quanto prevede la normativa italiana in materia di equity crowdfunding (L'equity crowdfunding. Cos'è, come funziona, rischi e vantaggi fiscali).

Il rischio normativo e l’importanza di affidarsi ad una piattaforma autorizzata

Oltre a rischi dettati dal merito creditizio dei mutuatari, ulteriori rischi normativi gravano sul P2P lending.

In particolare, molte piattaforme operanti nel P2P lending lo fanno per mezzo di un istituto di pagamento che regola gli scambi tra mutuatario e prestatore, al limite della riserva di legge conferita alla raccolta del risparmio, la cui violazione comporterebbe conseguenze penali.

Infatti, nella realtà, non avvenendo solamente il mero match tra domanda e offerta da parte della piattaforma, gli operatori offrono servizi accessori, quali ad esempio la cessione di crediti o la garanzia contro gli insoluti, che pongono molte criticità, rendendo l’attività del P2P lending molto simile all’intermediazione creditizia.

Valutare l’affidabilità della piattaforma è quindi uno step essenziale che l’investitore deve considerare. Analizzando i dati storici della piattaforma a cui si affida, l’investitore può anche analizzare il tasso storico dei prestiti andati in default: da questo dato potrà farsi un’idea concreta dell’abilità della piattaforma nella profilatura dei mutuatari e dei relativi tassi sui progetti presentati.

Ma quindi ha senso destinare dei soldi al P2P lending?

Considerare il prestito tra privati come un’alternativa al deposito bancario è un errore. Considerarlo invece come un investimento, alla pari dell’investimento in capitale di rischio di una start up è molto più sensato, al fine di preventivare il fatto che ad un elevata remunerazione del capitale corrisponde anche un elevato rischio.

Se l’investimento in equity crowdfunding può essere frutto di un’attenta pianificazione finalizzata a ridurre l’imposizione fiscale mediante le detrazioni concesse dalla normativa, l’investimento in P2P lending al momento non prevede alcuna agevolazione fiscale in materia, assimilando l’attività ad un mero investimento speculativo.

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Davide Berti, consulente finanziario

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In un mondo basato sulle dinamiche economiche, dove troppo spesso le conoscenze finanziarie sono limitate o assenti, verificare la professionalità di un consulente è necessario quanto difficile. Per questo affianco al mio lavoro questo progetto di consapevolizzazione.

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