Jannik Sinner nel 2018 chiudeva la stagione al numero 551 del ranking mondiale. Otto anni dopo è stabilmente tra i primi al mondo, con 30 titoli ATP in carriera, tra cui 5 tornei del Grande Slam.
Sul piano sportivo i risultati parlano da soli. Quello che interessa a me, però, è un'altra domanda: quanto ha reso tutto questo sul piano finanziario? E con cifre di questo livello, Sinner può considerarsi economicamente al sicuro per il resto della vita?
Partiamo dalla fonte di reddito più facile da misurare: i premi vinti in campo.
Nel tennis non tutti i tornei sono uguali. Al vertice ci sono i quattro Slam: Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open. Seguono i Masters 1000 e, a fine stagione, le ATP Finals, riservate agli otto migliori giocatori del ranking. Più il torneo è prestigioso, più ricco è il montepremi.
Ma non basta partecipare: conta soprattutto fin dove riesci ad arrivare, perché ogni turno superato fa aumentare il premio.
Prendiamo Wimbledon 2026, l'ultimo torneo vinto da Sinner. Chi esce al primo turno incassa 80.000 sterline. Arrivare ai quarti ne vale già 480.000. Vincere il torneo, come ha fatto Sinner, significa invece portarsi a casa 3,6 milioni di sterline, circa 4,25 milioni di euro.
Basta questo esempio per capire quanto possa valere, anche economicamente, una sola vittoria in più.
E Wimbledon non è nemmeno il torneo più redditizio del circuito. Le ATP Finals di fine stagione mettono in palio fino a 4,6 milioni di dollari. Ma il torneo più ricco in assoluto restano gli US Open: nel 2025 hanno distribuito 90 milioni di dollari complessivi, con 5 milioni solo per il vincitore.
Mettendo insieme tutti i risultati, stagione dopo stagione, Sinner ha accumulato quasi 70 milioni di dollari di montepremi nel circuito ATP. Una cifra che lo colloca al quarto posto nella storia del tennis maschile.
Una cifra davvero importante. Ma per un atleta di questo livello rappresenta solo una parte dei guadagni.
La parte più consistente arriva infatti dalle sponsorizzazioni, che secondo le stime gli garantiscono ogni anno tra i 30 e i 45 milioni di euro.
Nella classifica degli atleti più pagati al mondo del 2026 FORBES colloca Sinner al cinquantesimo posto con 55 milioni di dollari di entrate complessive, di cui circa 32 milioni provenienti proprio dagli sponsor.
Da dove arrivano questi soldi? Tra gli accordi più importanti c'è quello con Nike, rinnovato nel 2022 per un valore stimato tra i 150 e i 160 milioni di dollari in dieci anni, circa 15 milioni a stagione. A questo si aggiungono Rolex e Gucci nel segmento del lusso, Head come sponsor tecnico fino al 2030 e Allianz, diventata partner globale nel 2026.
Fin qui abbiamo visto quanto ha guadagnato Sinner. La domanda, però, è un'altra: come vengono gestiti tutti quei soldi?
Come gestisce il suo patrimonio: perché Monaco
Quando il patrimonio raggiunge certe dimensioni, il vero tema non è più quanto guadagni, ma come organizzi e proteggi quello che hai costruito.
Per rispondere a questa domanda bisogna guardare alla struttura creata attorno a Sinner, composta da diverse società con sede nel Principato di Monaco, dove il tennista ha trasferito la residenza fiscale nel 2020.
Non entro nel merito della scelta personale, su cui ognuno può avere la propria opinione. Da consulente mi interessa capire come funziona dal punto di vista finanziario, perché il meccanismo è più complesso di quanto spesso venga raccontato.
La prima cosa da chiarire è questa: i premi dei tornei vengono sempre tassati nel Paese in cui si gioca, indipendentemente dalla residenza fiscale dell'atleta. Da questo punto di vista vivere a Monaco non cambia nulla.
Per fare un esempio, quando Sinner vince un torneo in Italia, l'organizzatore trattiene direttamente il 30% del montepremi lordo e lo versa allo Stato. Nel Regno Unito, invece, la tassazione sul reddito del torneo può arrivare fino al 45%.
Il vantaggio della residenza monegasca riguarda invece un'altra voce, che è anche la più importante: le sponsorizzazioni. Se Sinner fosse residente fiscale in Italia, sui circa 30 milioni di euro che incassa ogni anno pagherebbe l'IRPEF, che per i redditi più elevati arriva al 43%, a cui si aggiungono le addizionali regionali e comunali. Il carico complessivo sfiorerebbe così il 46-47%, pari a 14 milioni di euro di imposte all'anno solo su questa componente. Nel Principato di Monaco, invece, le persone fisiche non pagano alcuna imposta sul reddito.
Ma c'è un altro aspetto interessante. Quei ricavi non vengono gestiti come accadrebbe per la maggior parte di noi, incassandoli direttamente sul conto personale. Attorno a Sinner esiste infatti una struttura societaria costruita per amministrare il patrimonio e le attività commerciali.
Le società di Sinner
Questa si divide sostanzialmente in due aree, ognuna con un compito diverso.
La prima riguarda il patrimonio e fa capo a Foxera Holding, costituita nell'ottobre 2022, che coordina gli investimenti e le partecipazioni. Al suo interno c'è Foxera Re Monaco, dedicata alla parte immobiliare, che controlla il 99% di Foxera Srl, la società operativa con sede a Brunico attraverso cui vengono gestite le attività in Italia. Il restante 1% appartiene ad Avima, la società di Alex Vittur, storico manager di Sinner, che dal marzo 2025 cura in esclusiva tutti gli aspetti commerciali della carriera del tennista.
La seconda area riguarda invece le sponsorizzazioni. Dalla documentazione disponibile emerge che Wooly Lemon Sàrl, società costituita nell'agosto 2024 con sede nel Principato di Monaco, è la struttura attraverso cui vengono gestite le attività commerciali legate all'immagine di Sinner e i rapporti con i principali sponsor.
Ma le sponsorizzazioni non sono l'unico modo in cui Sinner monetizza la propria immagine. C'è anche il suo brand personale. Il soprannome d'infanzia "The Fox", la volpe rossa che richiama le iniziali J e S, è stato trasformato in un marchio registrato e concesso in licenza dietro pagamento di royalties. Oggi compare, ad esempio, sui cappellini Nike e sulla linea di cancelleria Pigna. È un modo per trasformare la notorietà in una fonte di reddito autonoma, distinta sia dai premi sportivi sia dalle sponsorizzazioni.
A questo punto la domanda è inevitabile: quanto vale oggi il patrimonio di Jannik Sinner?
Non esiste una cifra ufficiale, perché un atleta, a differenza di una società quotata, non ha alcun obbligo di rendere pubblici i propri conti. Le stime, però, lo collocano sui 80 milioni di euro, con alcuni analisti che ritengono possa avvicinarsi ai 100 milioni già nei prossimi anni.
Al di là della cifra esatta, stiamo parlando di un patrimonio enorme, ma non ancora paragonabile ai grandi patrimoni imprenditoriali italiani, costruiti in decenni da famiglie come Ferrero o Armani.
Tra gli sportivi, però, il discorso cambia. Come detto Forbes lo colloca infatti al cinquantesimo posto tra gli atleti più pagati al mondo. Va però ricordato che quella classifica misura i guadagni annuali, non il patrimonio accumulato: sono due cose molto diverse.
Conclusioni
In ogni caso, parliamo di una ricchezza che, con ogni probabilità, gli garantisce sicurezza economica per il resto della vita e che, se amministrata con attenzione, potrebbe durare anche per le generazioni future.
Ed è proprio questo il punto che, da consulente finanziario, trovo più interessante. Costruire un grande patrimonio è difficile. Conservarlo e farlo crescere nel tempo lo è ancora di più. Ed è proprio per questo che strutture come quella che abbiamo visto fanno la differenza.
Ora sono curioso di conoscere la vostra opinione: quella di Sinner vi sembra un modello di pianificazione patrimoniale da prendere come esempio, o pensate che chi guadagna così tanto, pur vivendo all'estero, dovrebbe pagare le imposte in Italia? Fatemelo sapere nei commenti.
Spero che questo video ti sia piaciuto. Se hai bisogno di una consulenza per costruire e proteggere il tuo patrimonio, come sempre sono a disposizione. Ci vediamo al prossimo video, grazie per l'attenzione!
Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda.
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